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Gli animali e il karma

Il cosiddetto karma, ovvero la legge di causa ed effetto che conduce come un lungo filo sottile le vite degli esseri umani, non riguarda direttamente il mondo animale.


I debiti o crediti possono essere generati soltanto dall'esercizio del libero arbitrio; il fatto stesso che si possa scegliere di agire guidati dall'amore oppure dall'odio, genera conseguenze che avvicinano o allontanano dalla Fonte.


Gli animali non hanno scelta, la loro unica possibilità è l'amore e per questo non generano karma, ma scendono nella materia per sostenere l'umanità nel proprio cammino verso Casa e in questo senso sono coinvolti indirettamente nella dinamica del karma.


Tornando all'argomento del capitolo, dopo l'intervento di Seth, sento che c'è ancora molto da spiegare, rispetto alla malattia e sofferenza del mondo animale.


Durante il loro soggiorno terreno, breve o lungo che sia, spesso incorrono in incidenti più o meno importanti che li portano a subire interventi chirurgici, prendere farmaci e quant'altro, sempre che vivano in un famiglia che possa e voglia sostenere le ingenti spese mediche necessarie per curarli.


Non ha molto a che fare con il piano dell'anima, ma mi sento di esprimere un'opinione rispetto alla speculazione che l'umanità, in particolare veterinari e cliniche, attua rispetto alla cura di queste creature.


Le grandi strutture per effettuare esami, visite e interventi richiedono cifre che non tutti possono permettersi; anche per questo decidere di custodire uno o più animali è diventato quasi un lusso, se si desidera prendersene cura davvero sotto ogni aspetto.


Non voglio farla lunga, tanto sono certa che chi sta leggendo, sappia già a cosa mi riferisco. Sul piano più energetico questa modalità di guadagno non potrà che generare effetti per niente piacevoli per chi la mette in atto.


Ovviamente e per fortuna esistono anche veterinari onesti e soprattutto di cuore, che non speculano sulla salute di queste meravigliose creature, anzi spesso aiutano in ogni modo possibile.

Queste anime non svolgono un lavoro, ma portano avanti una missione guidata da una profonda vocazione e connessione con il mondo animale.


"Tutti coloro che, in ogni modo possibile, ostacolano la cura e l'amore verso il mondo animale, impareranno cosa significa essere oggetto di abusi, soprusi e speculazioni; il punto è che molto probabilmente, quando accadrà, non ne ricorderanno il motivo e semplicemente si lamenteranno della vita o del destino avverso."


Gli animali vivono la sofferenza senza opporre la resistenza (mentale) che spesso oppone l'essere umano. Dal momento che non hanno un mentale sempre attivo come il nostro, hanno un approccio diverso al dolore e alla morte.


L'essere umano, quando si ammala, pensa, rimugina, immagina e mette in atto una serie di sovrastrutture mentali attraverso le quali si illude di poter controllare la malattia. Al contrario più ci ragiona sopra, più si oppone, pensando di dover lottare, e peggio è.


Gli animali non lottano, accettano e imparano a convivere con la nuova condizione in cui si trovano; non restano bloccati nel passato, nel rimpianto, nei mille "Se.." in cui l'umanità sguazza mentalmente. Non si proiettano nel futuro immaginando cosa succederà; semplicemente vivono il presente ogni giorno, con tutto ciò che di buono o meno buono offre loro.


Si adeguano ad una mobilità ridotta, se necessario, ritrovando l'equilibrio anche con una zampa in meno; fino al momento in cui la situazione si fa davvero grave trovano il modo di vivere ogni condizione con grande dignità.


La loro sofferenza è di enorme insegnamento per l'umano che li incontrerà, perché rappresenta una chiave per la compassione molto potente. Quando li vediamo soffrire, che siano nostri oppure randagi, abbiamo due possibili scelte; fare tutto ciò che è in nostro potere per alleviare le loro sofferenze, oppure ignorarli, abbandonarli o semplicemente lasciarli lì dove sono (non per caso).


Ogni incontro personale con un animale è un dono del Creatore, è un richiamo all'amore che, però, non siamo obbligati ad onorare. Ancora una volta il libero arbitrio ci consente di ascendere oppure discendere, elevare la nostra frequenza, avvicinandoci alla Fonte, oppure allontanarci sempre di più, alimentando un ego che rafforzerà il confine tra noi e chiunque altro, tra ciò che ci riguarda oppure "non è un nostro problema".


Dovremmo imparare da loro, ad accettare la malattia e i cambiamenti che comporta, ad avere pazienza e dignità, a non inveire contro il destino o la sfortuna e ritrovare il centro ogni giorno.


Da "La connessione con il mondo animale"

Silvia Crisci

Spiritual Trainer

Autrice e divulgatrice per il risveglio delle coscienze

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